Raccontare cosa ha fatto Dio per te

Posted: 2nd marzo 2016 by nikugace in Riflessioni Bibliche
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parlare18 Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19 Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». 20 Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.
(Luca 5:18-20)

 

Se leggete tutta la storia dal primo versetto, capirete e potete seguirmi meglio in questa riflessione Biblica. Ho scelto l’ultima parte di questa storia, non che la storia non sia importante ma perché la chiave di tutto è nel versetto 19. Se non avete tempo di leggere tutta la storia, seguitemi lo stesso e vi farete un idea.

In questo passo, io rivedo me stesso. Non che ero posseduto ma ero lontano da Dio. Gesù ha cambiato la mia vita e per questo non posso fare a meno di raccontare a tutti, quello che Dio ha fatto per me. Ritorniamo alla storia. Questa storia è divisa in quattro punti, e sono:

  • La guarigione dell’indemoniato
  • I demoni prendono il possesso dei porci
  • La gente del paese
  • L’ex indemoniato

LA GUARIGIONE DELL’INDEMONIATO

La prima cosa da notare è che questa persona non è nata in questo stato. Ci era diventato a motivo di un suo peccato (che non sappiamo quale oppure quali). Questa cosa mi dice che dobbiamo stare attenti come gestiamo la nostra vita e non prendere le cose con leggerezza. Tutto ciò può venire attraverso la magia/cartomanzia ecc., oppure attraverso vizzi, lo stress che dopo viene trasformato in depressione. Nel giorno d’oggi, a motivo della psichiatria come scienza, non si vede una persona come indemoniata per motivo che la scienza non può vedere oltre la materia. Da un lato grazie a Dio che c’è questa cosa perché ha aiutato molte persone. Però questa cosa a noi come credenti ci deve far riflettere molto. È vero che esiste la schizofrenia, però è anche vero che satana attacca la mente per possedersi del corpo. Il cervello è quello che comanda tutte le membra del corpo. Se il comando è giusto, anche la risposta sarà giusta. Se il comando è sbagliato, anche la risposta delle membra sarà sbagliata. Lui, una volta preso il possesso della mente, il nostro corpo gli ubbidisce, perché il nostro corpo ubbidisce ad ogni comando del cervello. Questo significa essere posseduto oppure essere indemoniato. Però ricordiamoci, dietro tutte queste cose è satana che lavora. In questa persona, i demoni avevano preso il possesso totale e facevano quello che volevano. Non era solo una rabbia verso le persone, ma era una cosa anche verso se stesso. Infatti il ragazzo indemoniato picchia di continuo se stesso. Ma sia ringraziato Dio perché libera e vuole liberare ancora le persone che si trovano in questo stato. Quando il ragazzo indemoniato vide Gesù, lo riconosce subito e non poteva farli nulla. Questo mi riflettere, “ma io, sono riconosciuto come autorità in Gesù”? Ci sono tanti indemoniati che hanno bisogno di essere liberati, e noi possiamo farlo. Gesù ci ha dato l’autorità in questo. Noi dobbiamo esercitarla quest’autorità.

I DEMONI PRENDONO IL POSSESSO DEI PORCI

Gesù prima di liberare il ragazzo ha chiesto il nome del demone. Come i demoni hanno riconosciuto Gesù, anche Gesù conosce i demoni uno per uno perché sono angeli decaduti. Lui gli ha creati. Ecco perché ha chiesto il nome. L’altra cosa importante in questo passo è che Gesù esaudisce (in un certo senso) la preghiera dei demoni. Gesù permette ai demoni di entrare nei porci e di buttarsi dal precipizio nel mare. Ma perché fa questo? Era proprio necessario questa cosa? In questo vedo due cose importanti:

  • Gesù per guadagnare tutti noi, è morto sulla croce senza badare a spese. Questo significa che i porci contano niente rispetto alla Sua vita che ha dato sulla croce. Non dobbiamo guardare le cose con un occhio materiale. Se è necessario che io ci rimetta animali, e altre cose per portare una persona a Cristo, vale la pena fare il sacrificio. È molto più importante una persona che 2000 porci.
  • Un’altra cosa che io vedo qui, è lo spavento che si sono presi quelli che badavano i porci. Siccome la notizia vola, tutti dovevano sapere quello che Dio ha fatto per liberare una persona. E’ stato di dimostranza verso tutti i paesi nei dintorni. Infatti dopo il ragazzo dovrà rendere testimonianza di questa cosa. In questo modo, Gesù ha preparato il terreno per il ragazzo che doveva seminare la parola di Dio.

 

LA GENTE DEL PAESE

La gente del paese quando venne a sapere queste cose, non si rallegrò di quello che Dio aveva fatto per quel ragazzo ma si sono preoccupati della perdita economica. Questo vediamo nel mondo di oggi. Infatti oggi giorno vediamo due categorie di persone:

  • Quelli che si chiamano animalisti. Non difendo chi maltratta gli animali. Ho sentito una volta alcune persone che dicevano ad una altra persona che ha picchiato il proprio cane: “io ti avrei sgozzato per questo”. Non sto difendendo quello che ha picchiato il proprio cane perché non è una cosa giusta da fare (però non sappiamo se il cane ha aggredito qualcuno oppure ha fatto altre cose gravi prima). Noi vediamo, sentiamo quello che ci viene raccontato oppure fatto vedere e tiriamo giudizio senza sapere i fatti concerti. Cosa voglio dire con questo? Se l’amore per gli animali ci porta all’odio per il nostro prossimo, questa è una cosa sbagliatissima. Prima dobbiamo imparare ad amare il nostro prossimo e così sapremo amare anche gli animali. Gesù è morto non per quel cane oppure quel gatto, ma per guadagnare me, e te nella condizione in cui ci troviamo. Questo è l’amore di Dio!
  • L’altra cosa che si vede spesso è quello di ignorare le altre persone per il proprio interesse economico. Non me ne importa se quella persona subisce un torto, io voglio ciò che mi spetta di diritto (del quale possiamo anche farne ameno, però è una questione di capriccio). Molte volte le persone ricche, le aziende ed anche i governi portano le persone in condizioni disastrose, distruggendo le loro vite. Loro in quel momento, stanno dicendo a Gesù, vai via da noi e non entrare nel nostro paese. Sono più importanti 2000 porci che una persona liberata e guarita. Stiamo attenti di come ci comportiamo con gli altri. Non devono essere più importanti 2000 porci per noi in confronto di una persona che possiamo aiutare.

 

L’EX INDEMONIATO

Immagino la persona che Gesù ha liberato. Io che non mi sono trovato in uno stato di possessione, ho gioito moltissimo e mi rallegro del continuo, figuriamoci questa persona. La gioia di questa persona arrivava al settimo cielo. Viene in automatico seguire Gesù dal momento che Lui cambia la tua vita. Non è uno sforzo, non è una noia, è una gioia seguirlo. Ma vediamo l’importanza di questo ultimo che è anche la chiave di tutto:

  • Seguire Gesù. Gesù non vuole che lo segua come gli altri discepoli. Seguire Gesù non è una forma religiosa. Molte volte pensiamo che se una persona non frequenta la nostra Chiesa, non è un seguace di Gesù (cioè un cristiano). Il seguire Gesù non si vede in questo. Molti frequentano una Chiesa per la guida spirituale che si trova (cioè i pastori, gli anziani ecc.). Questa forma è sbagliata. Ciò significa che non si sta seguendo Gesù ma le persone. Dal momento che quelle persone fanno qualcosa di sbagliato, noi rimaniamo delusi e ci allontaniamo anche da Dio. Se stiamo seguendo Gesù in forma religiosa, è meglio che ci fermiamo e riflettiamo. Seguire Gesù significa avere una visione nella tua vita cristiana. Questo può significare, collaborare con una comunità oppure servire in una comunità. Se però, vediamo una persona che segue Gesù in modo diverso da come lo stiamo seguendo noi, non dobbiamo giudicarlo. Quella persona lo sta seguendo in modo diverso perché Dio gli ha dato un’altra visione che può essere quella di raggiungere le anime fuori da una chiesa locale. Importante è seguire Gesù non in forma religiosa ma avere chiaro la visione che Dio ti ha dato.
  • Raccontare le grandi cose che Dio ha fatto per te. Questo dev’essere l’obbiettivo di tutti i cristiani. Spesso ci comportiamo peggio di quelli del mondo e questo perché ci siamo dimenticati delle cose grandi che Dio ha fatto nella nostra vita. Ci prendiamo spesso dallo sparlare per gli altri. Ci lamentiamo di tutto continuamente. Così ci dimentichiamo di quello che Dio ha fatto nella nostra vita. A volte non abbiamo niente da dare al mondo, anzi sono loro che ci fanno coraggio. Non è buono. Fermiamoci. Se stiamo vivendo una situazione del genere, allora è il momento che torniamo a Dio. Quello che Gesù comanda a questo giovane si può dividere in due:
    • Raccontare le cose grandi. Questa è la prima cosa da fare. Abbiamo cose grandi che Dio ha fatto nella nostra vita? Queste cose dobbiamo portare alle persone. Se non ancora sperimentiamo cose grandi, ora è il momento di accostarci e sperimentare le cose grandi che Dio vuole fare nella tua vita. Racconta le cose che Dio ha fatto per te. Questo è quello che dobbiamo fare. Non dobbiamo perderci in discorsi inutili ideologici convincenti. Se noi raccontiamo la potenza di Dio nella nostra vita cioè la nostra testimonianza, per le persone sarà molto facile avvicinarsi a Dio. Le persone hanno bisogno di sperimentare le cose grandi di Dio.
    • Raccontare di come Dio ha avuto pietà di te. Dio mi ha perdonato dai peccati. M’ha dato speranza. M’ha fatto ricominciare da capo. Questo significa che anche se l’ho fatta grossa, Gesù mi ha perdonato. Portare il perdono di Dio nelle persone è un altro modo come le persone possono liberarsi e accostarsi a Dio. Dire che non abbiamo dovuto fare penitenze, sacrifici, pellegrinaggi, ecc., per ricevere il Suo perdono, può valere molto di più del convincerli che sono peccatori. Dobbiamo raccontarlo senza stancarci e senza vergognarci. Le persone hanno bisogno del perdono di Dio.

 

La vita cristiana si basa nella potenza di Dio in noi e non in parole vuote.

Dio ci benedica!

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